Città Caudina Candidata a Capitale Italiana della Cultura 2028
Promuoviamo la Valle Caudina come Capitale Italiana della Cultura 2028, valorizzando storia e territorio.
La Valle Caudina
POLIFONIA DI STORIA E DI CIVILTÀ
La Città Caudina è una soglia culturale: un luogo-mondo in cui si sovrappongono Caudium e Saticola, la Via Appia e l’Acquedotto Carolino, archeologie della protoindustria e presenze del barocco periferico nelle sue più sorprendenti espressioni.
Valle cerniera antica tra Adriatico e Tirreno, tra Est e Ovest, è uno straordinario sedimento di culture e popoli fin dall’età del ferro, nel quale sono state incardinate le tracce delle culture etrusche, elleniche, sannite, romane. Un varco naturale tra mondi e linguaggi differenti, dalle dominazioni longobarde, normanne, angioine, aragonesi e borboniche, in dialogo serrato e sommesso con le dinamiche storiche della sua etnografia.
Un paesaggio che si apre come biblioteca verticale di civiltà, dove paesaggi, ritualità, memorie e linguaggi – dalla musica al teatro, dalla fotografia al cinema e alle arti digitali – compongono una polifonia continua di incontri e originali quanto straordinarie tessiture di civiltà e cultura.

CROCEVIA D'EUROPA
Nella Valle Caudina l’Europa non è un altrove: abita nelle storie e nei paesaggi.
È nelle due infrastrutture monumentali, oggi patrimonio UNESCO - la Via Appia, dorsale di civiltà e di scambi, e dell’Acquedotto Carolino, straordinaria opera di ingegneria del Vanvitelli che irrora i giardini della Reggia di Caserta.
È nel cratere di Assteas con il “Ratto di Europa”, conservato al Museo Nazionale Archeologico del Sannio Caudino a Montesarchio e giunto fino al Parlamento, scelto come simbolo di un’identità europea che nasce dal Mediterraneo prima di scegliere di abitare stabilmente la Valle Caudina.
È nelle parole di Virgilio, Orazio, Mecenate e Grazio Falisco, nei transi e negli attraversamenti dei viaggiatori e negli artisti che hanno riconosciuto in questa valle una porta girevole tra Tirreno e Adriatico, tra un mondo che si lasciavano alle spalle e un altro ancora incognito.
Una vocazione europea radicata nella storia, oggi capace di generare incontri, traiettorie e visioni condivise.


LA FERTILITÀ DELLA VALLE
La Valle Caudina è fertile due volte: nella terra e nelle relazioni. Vigneti, oliveti, castagneti, ciliegeti e frutteti disegnano un paesaggio agricolo di qualità, affiancato da una manifattura resiliente e da un artigianato che va dal saper fare materiale alle eccellenze agroalimentari.
Accanto alla civiltà rurale, residenze artistiche, festival, nuovi spazi culturali e un fitto tessuto associativo rendono la valle un terreno vivo di creatività contemporanea, dove comunità, imprese e cultura sperimentano insieme altri modi di produrre valore e futuro.
Non è per un caso che proprio qui, nella terra della Città Caudina, sia sia formata a Rotondi (in via Varco) una comunità di artisti contemporanei di valore riconosciuto.
Una traiettoria invisibile e potente che parte idealmente dal grande ceramografo Assteas fino ai pittori, agli scultori, ai fotografi che oggi disegnano le nuove forme di orizzonte verso il domani. Una terra fatta di acqua e di ponti, di vita e di correlazioni, di silenzi e di ambizioni, da sempre.
LA CITTÀ METRO-RURALE
La Città Caudina è una città policentrica in un paesaggio rurale: non area interna marginale, ma cerniera tra i sistemi urbani (Benevento, Caserta, Avellino) e la costellazione di borghi della valle.
Forte di una stratificazione complessa di storie, paesaggi e saperi, la città valliva si distingue per un capitale sociale diffuso, filiere agro-alimentari, manifatturiere radicate e una trama viva di competenze e pratiche collaborative, che trasformano le sfide dei contesti marginali in opportunità di futuro condiviso.
Per questo la Città Caudina si riconosce come città metro-rurale: una costellazione di centri interdipendenti che accorcia le distanze, mette in comune servizi e sperimenta nuovi usi del patrimonio. Qui la cultura è motore trasversale di sviluppo: rigenera spazi, attiva filiere ibride tra agricoltura, turismo, arte, artigianato e creatività, innesta innovazione, genera welfare di prossimità e valorizza biodiversità comunitaria e i talenti giovanili.
La governance multilivello dell’Unione dei Comuni lavora per superare la frammentazione con una regia condivisa, patti intercomunali e partecipazione attiva.
Le dorsali della via Appia e dell’Acquedotto Carolino sono ripensate come reti di connessione simbolica e funzionale su cui costruire mobilità dolce, accessibilità e nuovi itinerari contemporanei.
La città metro-rurale non accetta più il ruolo subalterno spesso attribuito alla cultura «non urbana». Le aree rurali sono struttura portante della storia e del DNA del nostro paese, laboratorio vivo di nuovi valori e di nuove produzioni culturali, al centro di reti europee che stanno guardando a nuovi modelli di abitare i luoghi e di fare cultura.


VERSO IL FUTURO. DAL MASTERPLAN ALLE GRANDI INFRASTRUTTURE
La Città Caudina trova oggi nuove prospettive nelle politiche territoriali avviate: la Regione Campania ha inserito la Valle Caudina tra gli ambiti prioritari di sviluppo, destinando importanti risorse per l’attuazione del Masterplan Valle Caudina.
Non un semplice piano, ma una visione integrata di lungo periodo che intreccia mobilità, ambiente, energia, rigenerazione urbana e industriale, turismo lento e attrattività demografica e che riconosce nelle dinamiche della popolazione la vera sfida strategica orientando le scelte verso il contrasto allo spopolamento.
A rafforzare questa traiettoria, inoltre, concorrono:
- il Consorzio per l’Area di Sviluppo Industriale (ASI), che coordina insediamenti produttivi, servizi e infrastrutture per le imprese
- gli investimenti di Regione Campania ed EAV (Ente Autonomo Volturno) su rete ferroviaria e connessioni infrastrutturali, quali risposta alle principali criticità di accessibilità.
In questo quadro, la candidatura a Capitale italiana della Cultura 2028 agisce da attivatore: la cultura è l’energia vitale che tiene insieme questi assi, orienta i processi di rigenerazione, anima un turismo coerente con le vocazioni locali, valorizza le risorse ambientali e fa della Valle Caudina un luogo vivo e competitivo per le nuove generazioni.